Discorso duro a farsi

Chi l’ha duro … la vince! 

 Mancio&Giuggio

Piccoli saggiatori di attimi fulminei della realtà metropolitana con occhi inscatolati negli schermi!
Credete di avere tatto? Che il tatto sia un senso che ha ancora senso? Noi crediamo proprio di si (a naso!). Quindi vedete di ascoltare con gusto l’odore del vostro tatto.
Da un po’ di tempo a questa parte ci tartassate di strazianti quesiti sul perché il tatto sia così importante. Eh!Porcoddueraora! Vogliamo continuare a girarci intorno o vogliamo finalmente arrivare all’ hard core (il nocciolo duro) della questione? Si?

Bene! Era ora!

Diciamo basta alla morbidezza nelle cose: i rotoli di carta igienica ad esempio: avete mai sentito di qualcuno che si è graffiato il deretano con carteggi non appropriati in quel pruriginoso momento di ritorno dal trono ceramico alla vita reale? Noi no! Eppure prevale ovunque la spinta (per quanto non completamente interiorizzata) verso una morbidezza superflua. Noi qui invece si elogia la durezza: concetto vasto, pregno ma che comunque noi tratteremo con la sinteticità a noi propria.

La durezza solletica uomini e donne in egual misura: e noi, non conoscendo altri generi su questa terra da gratificare, ci sentiamo a posto con la coscienza.La durezza secondo la nostra definizione è la condizione desiderata e necessaria al dialogo tattile con la vita. Pensateci: sprona alla sfida. Al contrario la mollezza vanifica ogni velleità di assedio tattile.

Basta con questa filosofia porco-judo-zen-lounge di non opporre resistenza alla forza della controparte. L’assalitore, dopo due o tre approcci, in mancanza della appropriata corporeità e di un carattere tattile deciso, colliqua su se stesso. E’così in ogni campo a ben guardare: nel letto e fuori dal letto, nel divano e fuori dal divano e senza meno nella vita.

Non avete forse voi voglia di palpare quello scultoreo vibrare di un tornito manufatto doppio femminile che non si ammolli subitaneamente dimostrando tendenze ectoplasmatiche impercettibili alla vista? Non avete forse voi voglia di catturare quella prensile-sgusciante ebbrezza di un nerboruto indipercui singolo maschile che non si strugga seduta-stante sciorinando languide attitudini prima sconosciute?

E allora ditelo! Urlatelo al mondo: La(e/i/o/u) voglio/u dura(/e/i/o/u)!

Ora solo a livello sintetico esprimiamo la nostra filosofia sulla durezza in campi meno fisici e corporei. Nella sostanza, (a)stringendo, riteniamo indispensabile dei momenti di durezza nella vita. E che diamine: che non ci si appantofoli nella morbidezza delle percezioni note e delle esperienze già esperite.

Siate duri: serve sempre e fortifica!

Mancio&Giuggio

P.S.: Eppure io a quel ca..o di orsetto bianco del Coccolino gli ero affezionato!

Annunci